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Testata Giornalistica di Caliman Studio Editore

Marcello Caliman

In memoria di mio padre
Natale 1976

Padre
ti ho pianto
con le lacrime dei miei occhi
,
con il battito del mio cuore,
con il logorio dei miei nervi,
con lo sfinimento delle mie forze,
ed ora,
dinanzi alla tua tomba,
non so né pregare né maledire
ma solo pensare che amarti è stato così facile
che dimenticarti è impossibile.
Tu vivi in tutti noi:
nel vuoto che invade
i silenzi di nostra madre
e nel tuo sangue
che scorre in noi
e nei nostri figli
senza fine
,
come unico dono di immortalità
che possiamo offrirti
per la vita che ci hai dato
e l’amore che ci hai insegnato.
Perdonaci
se non hai per letto la terra
e per tetto un prato d’erba
ma tu sai che il tuo spirito
alberga nei nostri cuori
e spazia
nell’infinito desiderio di te.

La mia telefonata
29 luglio 1966

L’interlocutrice:
è una voce ed un sorriso.
È già un appuntamento antico
,
come la voglia di vivere.
È suono celestiale all’udito
ed unguento al cuore.
Fuggo le acque stagnanti
del mio vivere quotidiano
e mi abbandono alle fonti
sorgive dei miei sogni.
Non ha più recinti
la mia mente
, ma accarezza
languidi sogni di
tenerezze non confessabili
ma vive
; anche se come
il breve canto di una cicala.

Alla donna dei miei sogni
13 aprile 2007
Pupille chiare e azzurre,
come le acque del Golfo degli Aranci,
preziose come acquemarine.
Occhi luminosi come lampare nella notte,
sorrisi, come delfini gioiosi.
Smorfie civettuole di sirena marina,
in volto efebico da eterna giovinezza.
Corpo da cavalluccio marino, 
prezioso come perle diffuse sul fondo.
Una risorsa di energie, come vulcano marino,
ma anche uno scoglio frangi flutti,
così mi appari Italia,
compagna di sogni e progetti.

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