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“Trataka” per la salute degli
occhi
Gli occhi, specchio
dell’anima, meritano una menzione particolare nel quadro della disciplina
yoga. La nostra vitalità psichica e fisica, la nostra incertezza mentale,
la nostra fatica, tutte le nostre emozioni passano nel nostro sguardo, che
può essere sicuro o sfuggente, franco o incerto. Il trataka è una pratica
di purificazione degli occhi attraverso la fissazione e la concentrazione
dello sguardo su un punto o un oggetto evitando di muovere le palpebre, fino
alla lacrimazione degli occhi. L’oggetto prescelto potrà essere la fiamma
di una candela, un punto sul muro, una foglia, un cristallo, un’immagine
sacra, un simbolo, uno specchio, o una qualsiasi altra cosa.
Vediamo in pratica come si esegue, prendendo come oggetto di concentrazione
la fiamma di una candela: si assume una posizione seduta, stabile e comoda,
la schiena ben eretta, lo stomaco vuoto in modo da avere la concentrazione
più intensa, sistemare una candela accesa all’altezza degli occhi, alla
distanza di un braccio, circa 60-70 cm. dal viso, il respiro è dolce e
lento, rilassare tutto il corpo ed inizialmente tenere gli occhi chiusi;
prendere consapevolezza dell’immobilità del corpo, che dovrà rimanere tale
per tutta la durata dell’esercizio; una volta pronti, aprire lentamente gli
occhi e concentrare lo sguardo sulla fiamma; rimanere in questa posizione
senza muovere gli occhi, che dovranno essere rilassati e cercando di non
sbattere le palpebre; continuare a fissare la fiamma con concentrazione
totale per un tempo conveniente, che all’inizio sarà di un minuto circa, poi
con la pratica costante si potrà aumentare man mano di 10 secondi al giorno,
fino ad arrivare a 3 minuti; una volta trascorso il tempo convenuto, si
chiudono gli occhi e ci si concentra sull’immagine a occhi chiusi per un
altro minuto circa. All’inizio può essere difficoltoso tenere le ciglia
ferme, ma se dovesse accadere di chiudere le palpebre, ciò non dovrà essere
motivo di disturbo per la concentrazione. In alcuni la lacrimazione può
avvenire facilmente, in altri si potranno avere fenomeni di pizzicore o
bruciore oculare, condizione normale che con l’allenamento si trasformerà in
lacrimazione.
(fine prima parte)
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