|
|
Forumnews |
|
|
|
||
|
|
|
|
|
|
Pranayama Il pranayama, costituisce il quarto stadio dell’ottuplice Yoga di Patanjali, scienza dell’energia vitale, è lo strumento per purificare il corpo fisico e quello sottile, in modo da predisporre la mente a lavorare su contenuti mentali. Il pranayama è il controllo del respiro, che consiste nell’interruzione del movimento di inspirazione e di espirazione, consiste dunque in una pausa volontaria e momentanea dell’atto respiratorio; il legame tra mente e respiro è fondamentale; il pranayama facilita la concentrazione, seguendo il respiro la mente è occupata dal processo respiratorio e in questo modo prepara all’immobilità della meditazione. Il termine pranayama è formato da “prana” che significa soffio vitale e “ayama”, controllo, ovvero lo sforzo volontario per controllare e dirigere il prana stesso. Si può affermare che la pratica costante, giudiziosa, seguita da un istruttore qualificato, ha effetti benefici sul mentale, aumentando la capacità di concentrazione e acquietando la mente, di conseguenza può essere un valido aiuto per disturbi quali: ansia, irritabilità, stess, insonnia ecc.; sul piano fisico dona un corpo sano e vigoroso e potenzia l’apparato respiratorio. Per la pratica del pranayama occorre un luogo tranquillo, pulito, meglio se all’aria aperta; è necessario che il corpo si trovi in una posizione di riposo, stabile e comoda. Le posizioni migliori sono quelle sedute o in ginocchio, dette anche posture meditative. Secondo la tradizione, il pranayama dovrebbe essere praticato quattro volte al giorno: all’alba, a mezzogiorno, al tramonto, a mezzanotte, ma un allenamento così intenso, non è raccomandabile all’adepto occidentale; in ogni caso si dovrebbe eseguire sotto il controllo di una guida esperta per evitare il rischio di disturbi e danni all’apparato respiratorio e al sistema nervoso. (fine quinta parte) |