|
|
|
Niyama
(5 osservanze)
1 SAUCA, la purezza esterNiyama
(5 osservanze) na e interna,
condizione di trasparenza, perseguire la purezza in parole, pensieri e
azioni. Sauca deriva dalla radice “suc”, che significa “lavare,
purificare”; questa purezza può essere esterna, quando consiste nella
pulizia del corpo e nel consumare cibi puri. La purezza interiore riguarda
invece la rimozione delle impurità della coscienza, si acquisisce
mantenendo costantemente pensieri nobili; ma anche mediante la pratica della
compassione o qualsiasi altra pratica che induca uno stato di pace, in cui i
pensieri vengono trascesi, la coscienza si espande nella coscienza cosmica.
2 SANTOSA, contentamento, appagamento, è una condizione di accettazione,
lontana dal desiderio e dal pessimismo, è il gioire di quello che si ha.
Sapersi accontentare è alla base della felicità, la felicità è alla base
di una mente quieta. Solo una mente quieta può comprendere la bellezza
della vita. Quindi, se l’essere umano non cerca questo stato di
appagamento, o se non l’ha raggiunto, utilizzerà tutte le sue energie nel
tentativo di possedere oggetti per il proprio piacere; egli sarà allora
prigioniero delle catene delle aspettative e da ciò si produrrà il
turbamento mentale.
3 TAPAS, purificazione, metodiche ascetiche, tecniche di purificazione
fisica e mentale, austerità, intesa come capacità di sopportare: fame,
sete, caldo, freddo ed altre difficoltà. Imparando a dominare il disagio
sia fisico che mentale, la pratica dell’ascesi distrugge il velo di ogni
impurità; si possono così manifestare le perfezioni (siddhi) del corpo,
dei sensi.
4 SWADHYAYA, studio del sé, testi sacri, mantra e sadhana personale
(pratica quotidiana di esercizi fisici e spirituali); è lo studio del sé,
l’incontro con il maestro. “Swa” significa “sé, o attinente al sé”,
“adhyaya” significa “studio, analisi”. Di fatto vuol dire
“avvicinarsi” a se stessi. Qualsiasi studio, contatto o riflessione che
ci aiuti a capire meglio noi stessi è swadhyaya.
5 ISVARA-PRANIDHANA, condizione di abbandono; disponibilità priva di paure
e difese dalla verità. Isvara è l’aspetto del Divino inserito da
Patanjali nel suo Asthanga-Yoga; Patanjali non mette una divinità
specifica, Isvara è un principio divino, per dare la possibilità a chi è
devoto di applicare comunque la disciplina dell’Asthanga-Yoga. Per
Patanjali la devozione è uno dei mezzi ausiliari dello yoga e può
agevolare il processo di liberazione finale.
(fine terza parte)
|