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Benessere & Yoga
a cura di Silvia Maria Gualandri

 


 

Niyama (5 osservanze)

1 SAUCA, la purezza esterNiyama (5 osservanze) na e interna, condizione di trasparenza, perseguire la purezza in parole, pensieri e azioni. Sauca deriva dalla radice “suc”, che significa “lavare, purificare”; questa purezza può essere esterna, quando consiste nella pulizia del corpo e nel consumare cibi puri. La purezza interiore riguarda invece la rimozione delle impurità della coscienza, si acquisisce mantenendo costantemente pensieri nobili; ma anche mediante la pratica della compassione o qualsiasi altra pratica che induca uno stato di pace, in cui i pensieri vengono trascesi, la coscienza si espande nella coscienza cosmica.
2 SANTOSA, contentamento, appagamento, è una condizione di accettazione, lontana dal desiderio e dal pessimismo, è il gioire di quello che si ha. Sapersi accontentare è alla base della felicità, la felicità è alla base di una mente quieta. Solo una mente quieta può comprendere la bellezza della vita. Quindi, se l’essere umano non cerca questo stato di appagamento, o se non l’ha raggiunto, utilizzerà tutte le sue energie nel tentativo di possedere oggetti per il proprio piacere; egli sarà allora prigioniero delle catene delle aspettative e da ciò si produrrà il turbamento mentale.
3 TAPAS, purificazione, metodiche ascetiche, tecniche di purificazione fisica e mentale, austerità, intesa come capacità di sopportare: fame, sete, caldo, freddo ed altre difficoltà. Imparando a dominare il disagio sia fisico che mentale, la pratica dell’ascesi distrugge il velo di ogni impurità; si possono così manifestare le perfezioni (siddhi) del corpo, dei sensi.
4 SWADHYAYA, studio del sé, testi sacri, mantra e sadhana personale (pratica quotidiana di esercizi fisici e spirituali); è lo studio del sé, l’incontro con il maestro. “Swa” significa “sé, o attinente al sé”, “adhyaya” significa “studio, analisi”. Di fatto vuol dire “avvicinarsi” a se stessi. Qualsiasi studio, contatto o riflessione che ci aiuti a capire meglio noi stessi è swadhyaya.
5 ISVARA-PRANIDHANA, condizione di abbandono; disponibilità priva di paure e difese dalla verità. Isvara è l’aspetto del Divino inserito da Patanjali nel suo Asthanga-Yoga; Patanjali non mette una divinità specifica, Isvara è un principio divino, per dare la possibilità a chi è devoto di applicare comunque la disciplina dell’Asthanga-Yoga. Per Patanjali la devozione è uno dei mezzi ausiliari dello yoga e può agevolare il processo di liberazione finale.
(fine terza parte)