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Benessere & Yoga
a cura di Silvia Maria Gualandri

 


 

Significato del termine “Yoga”

Il termine “Yoga” (sotto il quale troviamo tutte le tecniche fisiche, mentali e spirituali praticate in ogni parte dell’India e che vennero adottate dai Lama del Tibet, da alcuni mistici della Mongolia e della Cina e che furono realizzate specialmente nei conventi Zen giapponesi), etimologicamente deriva dalla radice sanscrita “yuj” che vuol dire “legare insieme, tenere stretto, aggiogare” e ricorre particolarmente nel Rig-Veda (il Veda degli Inni, il più antico testo sacro indiano) nonché in moltissimi altri testi sanscriti. Yoga va quindi interpretato come “l’atto di aggiogare, di unire”, il cui significato può essere esteso e trasferito al controllo del corpo, della mente (manas) e dei sensi (indriya): “cavalli” assai ribelli per i quali è necessario il “giogo” della disciplina yogica. A questa prima interpretazione del termine Yoga, se ne affiancano altre, per esempio quella di “associazione, connessione, unione” dello spirito individuale con quello universale, definizione che si trova nel celebre poema mistico indiano, la Bhagavad-Gita. Yoga dunque: unione di corpo-mente-spirito. Il termine Yoga compare forse per la prima volta nella Taittiriya-upanisad (II,4), ma anche nella Svetasvatara- upanisad (II,9), ma è nella Katha-upanisad, il testo più antico che contenga allusioni esplicite a idee che appartengono alla visione proprie dello Yoga. In esso ricorre per la prima volta il termine adhyatma-yoga, l’Unione con l’Essere Supremo. Solo grazie allo Yoga (II,2) si ottiene il controllo sui sensi e sulla mente. Nella parola “Yoga”si compendia quanto di più significativo ha saputo trasmetterci la tradizione spirituale dell’India; in essa può stare la risposta a molti interrogativi sui principali problemi esistenziali dell’essere umano.
Om Shanti, in sintonia con l’Universo, vi auguro con tutto il cuore Feste Serene: Silvia Gualandri.