FACCIAMO LA DIFFERENZA

Raccolta differenziata: le risposte del Golfo

Di Maria Teresa De Santis

La raccolta differenziata è diventato ormai un requisito fondamentale per la classificazione di una città, e non c’è dato migliore per valutare la buona organizzazione e la “civiltà” di un comune, di qualsiasi parte d’Italia. Il Sud Pontino risponde a quest’esigenza non sempre in maniera appropriata, a discapito dei cittadini e dell’economia locale, ma anche del paesaggio, talvolta deturpato da scene molto poco gradevoli, alla vista e all’olfatto. Il comune di Gaeta ha visto nel 2012, per la seconda volta dopo 10 anni di partecipazione, l’esclusione dall’elenco della Bandiera Blu, un riconoscimento non di poca importanza assegnato ogni anno alle località balneari migliori, giudicate secondo alcuni criteri pro ambiente, tra cui la gestione dei rifiuti. La soglia minima di inclusione prevede il raggiungimento del 10% di raccolta differenziata, dato difficilmente raggiungibile data la scarsa attenzione a questo problema, attestato da isole ecologiche sommerse da rifiuti di ogni genere, raccolti raramente e, ovviamente, “indifferenziatamente”. Altro dato preoccupante viene dal comune di Minturno, spettatore circa due anni fa della truffa sulla raccolta differenziata, messa in atto dal presidente del consiglio comunale Romolo Del Balzo in accordo con la ditta Ego Eco, che ancora oggi svolge il servizio di raccolta nella città, che attesta una misera percentuale di differenziata, pari al 3%. Dati sicuramente non motivo di orgoglio, soprattutto se si pensa che delle volte la colpa non è tutta dei cittadini, ma di qualche camioncino della nettezza urbana che ad occhi chiusi riunisce in un colpo solo quanto era stato separato. Per fortuna qualche buona notizia sembra arrivare dal comune di Formia, che grazie alla raccolta porta a porta ha raggiunto la percentuali del 36% dei rifiuti differenziati. Inoltre, ogni prima domenica del mese, si organizza una raccolta dei rifiuti ingombranti per ovviare ai depositi su strada di oggetti da arredamento, residui di traslochi. Dato il successo, altri fondi (30 000 euro) sono stati stanziati per la città dalla provincia, per l’installazione di mini isole ecologiche destinate a migliorare ancora il servizio. Eppure episodi poco gradevoli si sono verificati anche in questo territorio, ad opera di cittadini pigri e un po’ ignoranti che per evitare lo sforzo di buttare la carta e la plastica in due secchi diversi, o tenere l’umido in casa qualche giorno in più, portano i loro rifiuti nelle zone in cui questa raccolta non è stata diffusa, causa scarsi fondi, come Penitro, Gianola e Acqualonga. Il problema dello smaltimento dei rifiuti deve essere sentito da tutti, e tutti ne siamo responsabili allo stesso modo: partecipare in modo corretto vuol dire concorrere ad un futuro più pulito per le nostre e per le prossime generazioni. Facciamo la differenza.