"WE WILL ROCK YOU" ALL'ARISTON DI GAETA

Valeria Verrillo

Giovedì 19 Aprile settimana andrà in scena al Teatro Ariston di Gaeta lo spettacolo “We will rock you”. La redazione di Forum ha intervistato il giovanissimo regista (23 anni), Antonio Colaruotolo.

Ci parli dello spettacolo.
“We will rock you” è ispirato alle musiche dei Queen ed è stato scritto da Brian May, noi lo abbiamo tradotto in italiano per dargli un maggiore impatto. La storia è ambientata nel 2312 e la musica è scomparsa, gli strumenti sono banditi e vengono controllati dalla Globalsoft Corporation che ha anche il monopolio del modo di vestire e di pensare. Il protagonista maschile è Galileo che ha una mente “flippata”: mentre parla inizia a ricordare vecchi testi di canzoni. La protagonista femminile è Scaramouche, una ragazza alternativa, e questa sua diversità si nota soprattutto nella scena in cui incontra le ragazze GaGa assolutamente conformiste. Un gruppo di ribelli vuole far tornare la musica di un tempo e riescono nel loro obiettivo.

Come è nata questa passione?
Ho deciso di intraprendere questa avventura grazie ad amici per l’esigenza di fare nel territorio qualcosa fatto bene e che facesse stare bene noi. Non è stato molto semplice ma siamo tutti contenti dei risultati anche perché “We will rock you” non è messo in scena frequentemente dalle compagnie teatrali.

Come è essere registi per la prima volta?
È una scommessa perché richiede un lavoro attento, io sono molto preciso e lavorare con me non deve essere stato semplice, ma comunque è stata una bella esperienza che ci ha fatto crescere molto.

È difficile fare questo lavoro così giovani?
Quando mi vedono pensano sempre che sia uno spettacolo di ragazzi vista la mia età, ma ci sono attori nel cast che sono anche più grandi di me. Io comunque non mi sono mai spaventato ma mi sono sempre fatto coraggio.

Come è stato scrivere uno spettacolo senza fondi pubblici o di associazioni?
Lo spettacolo è stata una produzione “promo factory”, ci hanno aiutato diversi sponsor e una parte della somma l’ ho messa personalmente. Non ci sono stati aiuti da nessuno anche perché il teatro non è molto curato, non abbiamo neanche avuto delle sale ma dovevamo provare nella palestra di una scuola. Questo aspetto è stato quello che ha più deluso perché si parla tanto di aiuti ai giovani ma poi non vengono mai aiutati.

Come mai ha deciso di inscenare proprio questo spettacolo?
Eravamo partiti con un altro ma per caso abbiamo conosciuto “We will rock you” e lo abbiamo usato perché i Queen sono un gruppo conosciuto da tutti e a tutte le età. Coloro che verranno potranno sicuramente ritrovarsi nei personaggi e nei temi come l’amore e, soprattutto, l’amore per la musica.

La redazione di forum ringrazia Antonio Colaruotolo per la disponibilità.