LA CULTURA COME UNICA ARMA PER DIFENDERE LA PROPRIA AUTONOMIA

La poesia al femminile protagonista dell’incontro culturale al Vitruvio Pollione.

Cristina Vellucci

Proprio mentre si sta decidendo del futuro, ormai alle porte, del Liceo Classico di Formia, gli alunni del Vitruvio Pollione esprimono a gran voce il loro dissenso in merito alla Legge di Stabilità n.183 dello scorso Novembre, che sottoporrebbe a reggenza l’Istituto nato nel 1927. Così, quale altro modo migliore per gli studenti di esprimere l’autonomia della loro scuola tramite un incontro culturale? Non a caso lo scorso Venerdì, alle 17, si è tenuto presso l’aula magna del liceo un evento dedicato interamente alla letteratura al femminile. Scopo principale: far conoscere la poesia di due scrittrici spesso dimenticate dal campo della produzione letteraria. Prime donne dell’incontro dal tema rosa, Margherita Guidacci e Fernanda Romagnoli. A condurre il pubblico tra le opere delle poetesse, introdotte da lei stessa come «scrittrici del’900, purtroppo ignorate, che andrebbero invece riascoltate», Rossella Tempesta, anche lei scrittrice, ormai nota agli incontri letterari del Golfo di Gaeta.

Due figure femminili diverse per l’approccio maturato nel tempo verso la poesia, ma unite dal disagio di un mondo letterario che, tutt’ora, non le ha riconosciute come poetesse nel senso pieno del termine. A donare il suono alle parole scritte da entrambe sono stati gli stessi ragazzi del Liceo Classico, avvezzi ad affrontare testi di elevata qualità.
Non è mancata neanche la buona musica: Paolo Zamuner al piano e Grethamaria D’Epiro alla voce hanno deliziato i presenti con dei loro omaggi. «E’ necessario svolgere, prima di tutto, un lavoro su sé stessi per interiorizzare ciò che le due poetesse hanno voluto esprimere- ha affermato Paolo, a conclusione dell’evento- per poi trasformare questi sentimenti in note». Sintomo che, ancora una volta, gli alunni dell’Istituto simbolo della città di Formia, sanno confrontarsi su temi, come quello della poesia, che poggiano le loro radici su basi classiche ma che si esplicitano in forme attuali e moderne, proprie del campo musicale.

«Dobbiamo ricordare che la 183 non è una legge che va applicata rigidamente: ci sono delle possibilità derivanti da particolari condizioni socio-economiche e culturali grazie alle quali si possa mantenere l’autonomia, senza accorpamenti iniqui e inappropriati». Queste sono state le parole del Preside Pasquale Gionta, che ritiene necessario ribadire la validità della formazione donata agli studenti in un periodo e in un contesto in cui la cultura e l’istruzione sono messi a rischio.

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